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Gli Occhi della Luna
Quella notte, la luna brillava in tutto il suo splendore, e i suoi riflessi sembravano danzare sulla terra, accarezzando l'erba umida dei prati. Nestore si interrogava sul perché non avesse mai prestato attenzione alle meraviglie della natura che lo circondava. Nonostante fosse un contadino, sempre a contatto con il suolo e con la vita che esso racchiude, non si era reso conto della bellezza che lo avvolgeva. Come soleva dire suo nonno, "tutto ha origine da un seme," e ogni piatto che condividiamo sulla tavola è il risultato dello sforzo e della dedizione dell'agricoltura.
Cresciuto tra le spighe dorate di grano e il pianto dei vitelli appena nati, Nestore conosceva bene il calore del sole, specialmente durante la stagione del taglio del fieno. Spesso, era così esausto che la sera cedeva facilmente al sonno. Ma ogni volta che sua madre, Lucia, lo chiamava per andare a letto, non riusciva a dormire subito. Alzava gli occhi e fissava il quadro di Padre Pio, pregando. In famiglia, la devozione per il santo era profonda, e in quel volto dipinto riconosceva l'espressione di sofferenza e umiltà. Pian piano i suoi occhi si chiudevano e cadeva in un sonno profondo.
La mattina, il profumo del caffè fumante e l'aroma delle brioches appena sfornate da sua madre lo accoglievano nel nuovo giorno. E così, si dedicava al lavoro con entusiasmo, sempre con un sorriso sulle labbra.
Eppure, una sera, si trattenne a lungo e, quando l'orologio segnò mezzanotte, alzò lo sguardo verso il cielo e vide uno spicchio di luna splendente. E pensò tra sé e sé: "Se la luna avesse degli occhi, sarebbe un incanto da osservare." Era proprio in quel momento che comprese quanto fosse meravigliosa la vita che lo circondava e quanto valesse la pena soffermarsi a contemplarla.